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Tablet e notebook per la scuola: cosa serve davvero

La scuola chiede «un tablet o un notebook» e la famiglia compra al buio. Le domande da fare prima, e la voce che decide la spesa.

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La comunicazione arriva a luglio e dice più o meno così: «si richiede la dotazione di un tablet o notebook personale». Punto. Nessun modello, nessuna caratteristica, nessuna cifra. La famiglia va in negozio e compra al buio, e il risultato è che metà delle classi si presenta a settembre con dispositivi che non fanno quello che serve, e l'altra metà con dispositivi che costano il doppio del necessario.

Le domande da fare sono tre, e vanno fatte alla scuola prima di entrare in un negozio.

Le tre domande alla scuola

Che programmi devono girarci? È la domanda che decide tutto il resto. Se la risposta è «la suite per scrivere, il registro e le videolezioni», va bene quasi qualsiasi cosa comprata negli ultimi cinque anni. Se invece compaiono nomi di software specifici — CAD per il tecnico, editing per il grafico, ambienti di sviluppo per l'informatico — la risposta cambia radicalmente, perché quei programmi spesso girano su un solo sistema operativo e chiedono hardware vero.

Serve la tastiera fisica? Un tablet con la tastiera a schermo è uno strumento per leggere e annotare; per scrivere temi, relazioni e appunti a velocità di lezione serve una tastiera. Se la scuola prevede verifiche scritte al computer, la domanda ha già risposta.

Ci girano le prove? Alcune scuole usano applicazioni di somministrazione o di controllo durante le verifiche, e alcune di queste non esistono per tutti i sistemi. È la domanda che nessuno fa e che si rivela cara a gennaio.

La caratteristica che decide la spesa

Non è il processore e non è lo schermo. È per quanti anni il dispositivo continuerà a ricevere aggiornamenti. Un computer che smette di aggiornarsi non si rompe: semplicemente, un giorno, il registro elettronico non si apre più e il browser non è più supportato. E succede sempre a metà anno.

È la voce da controllare prima del prezzo, e ogni mondo ha il suo modo di dichiararla:

  • Chromebook. Ogni modello ha una data di fine aggiornamenti dichiarata pubblicamente dal produttore. Un Chromebook in offerta a centocinquanta euro con due anni di supporto residuo non è un'occasione: è un affitto biennale.
  • iPad. Verifica che il modello sia ancora fra quelli che ricevono la versione corrente del sistema. Gli iPad durano a lungo, ma i più vecchi restano indietro e alcune app scolastiche smettono di installarsi.
  • Windows. Qui il vincolo non è temporale ma di requisiti: certi portatili di qualche anno fa non possono passare alle versioni più recenti del sistema per ragioni hardware. Va verificato sul modello preciso, non sull'anno.

Se dopo questa verifica devi tagliare da qualche parte, taglia sullo schermo e sul design, mai sulla memoria: otto giga di RAM e un disco a stato solido sono la differenza fra un computer che dura e uno che diventa insopportabile al secondo anno.

Prima di comprare: quello che la scuola forse ti dà

Molte scuole hanno dispositivi da assegnare in comodato d'uso, spesso acquistati con fondi dedicati alla digitalizzazione. Non sono pubblicizzati, sono limitati, e quasi sempre vanno chiesti con una domanda che ha una scadenza — di solito fra giugno e settembre.

Funziona con la stessa logica del comodato dei libri: la scuola resta proprietaria, la famiglia firma e risponde del bene, e alla fine del ciclo si restituisce. Il meccanismo, i suoi limiti e cosa succede se il bene torna rovinato sono gli stessi raccontati in il comodato d'uso dei libri di testo. Vale la telefonata in segreteria prima di spendere seicento euro.

Ricondizionato: quasi sempre la scelta giusta

Per l'uso scolastico il ricondizionato è il posto dove sta il vero affare, perché i dispositivi che escono dal mondo aziendale sono costruiti meglio di quelli di fascia bassa nuovi e costano meno.

Le cose da guardare, in ordine:

  • Lo stato della batteria, dichiarato in percentuale di salute o in cicli. Sotto l'80% metti in conto di cambiarla, e il costo va sommato al prezzo.
  • La garanzia. Comprando da un venditore professionale hai una garanzia di legge: è la differenza principale rispetto a comprare da un privato, e vale i quaranta euro in più.
  • Il grado estetico (A, B, C o simili). Per un dispositivo che starà in fondo a uno zaino, il grado B costa meno e non cambia niente.

Comprare da un'altra famiglia: i due blocchi

Qui c'è una trappola che non esiste su nessun altro oggetto usato, e che va verificata prima di pagare, con il dispositivo acceso davanti.

Il blocco di attivazione. Tablet e portatili moderni si legano all'account di chi li ha configurati. Se il venditore non effettua la disassociazione e la cancellazione completa prima di consegnartelo, il dispositivo si riaccende chiedendo la sua password e diventa inutilizzabile: nessun ripristino lo sblocca, ed è un blocco antifurto che funziona esattamente come deve.

Il blocco di gestione aziendale o scolastica. Riguarda in particolare i dispositivi che sono passati da un ente: restano iscritti a un sistema di gestione remota, e anche formattandoli tornano sotto quel controllo, con app imposte e funzioni disattivate. Un ex Chromebook scolastico è il caso classico.

La verifica è una sola e va fatta di persona: accendilo da spento e arriva fino alla schermata iniziale senza che ti venga chiesta nessuna password altrui e senza che compaia un avviso di gestione. Come chiedere questa prova nell'annuncio, e le altre cose da controllare sull'elettronica usata, stanno in videogiochi e console usate, che affronta lo stesso problema dal lato delle console.

Cosa comprare davvero

Riassunto per chi non ha voglia di ottimizzare: se la scuola non chiede software specifici, prendi un dispositivo con tastiera, otto giga di RAM, disco a stato solido, e almeno quattro anni di aggiornamenti davanti. Ricondizionato da un venditore con garanzia. E comprati una custodia rigida, perché la spesa che nessuno mette in conto è la sostituzione dello schermo a febbraio.

E prima di tutto questo, chiedi alla scuola cosa dà. Il conto della spesa scolastica cambia più da una telefonata a giugno che da qualsiasi caccia all'offerta — quanto costa il corredo scolastico fa i conti per esteso.

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