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Videogiochi e console usate: cosa controllare prima di pagare

Un gioco può essere sigillato e valere zero, e una console perfetta può essere legata all'account di un altro. I controlli che evitano entrambe le cose.

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I videogiochi sono l'oggetto perfetto per un mercatino scolastico: costano parecchio, si finiscono in venti ore, e il compagno di classe che lo vuole è seduto tre banchi più in là. Sono anche l'oggetto dove si sbaglia di più, perché due cose che sembrano identiche — un gioco sigillato e un gioco sigillato — possono valere quaranta euro e zero.

I controlli sono pochi e si fanno in due minuti, ma vanno fatti prima di pagare, con la roba accesa davanti. Dopo non si rimedia.

La distinzione che viene prima di tutte

Un gioco digitale non si rivende. Mai, in nessun modo, su nessuna console. Se è stato scaricato da un negozio online, resta legato a quell'account per sempre: non esiste un modo di trasferirlo, e chi ti propone di «darti l'account» ti sta proponendo una cosa che viola le condizioni del servizio e che può far chiudere l'account a tutti e due.

Quindi l'usato riguarda solo il fisico: dischi e cartucce. È anche la ragione, molto pratica, per cui a un ragazzo che rivende conviene comprare fisico: la copia su disco a fine anno vale ancora qualcosa, quella scaricata vale zero per definizione.

I codici nella scatola

Dentro la confezione di molti giochi c'è un foglietto con un codice: contenuti aggiuntivi, personaggi, pass stagionali, valuta di gioco. Sono codici a uso singolo. Riscattati una volta, sono finiti per sempre e restano legati all'account di chi li ha usati.

È lo stesso identico meccanismo del codice digitale dei libri di testo, e crea lo stesso identico malinteso — su cui vale la pena leggere ISBN ed edizioni, dove il problema è raccontato per esteso.

Chi vende lo scrive nell'annuncio, con parole chiare: «codice DLC già usato». Chi compra lo chiede prima. E chi compra un gioco il cui valore stava principalmente in quel contenuto — succede — deve sapere che sta comprando il gioco base.

Comprare una console: la lista

Da fare di persona, console accesa. Nessuno di questi controlli è scortese: sono normali, e un venditore onesto li trova ragionevoli.

  • Accendila e arriva alla schermata iniziale. Deve partire senza chiedere la password di nessuno. Se compare l'account del venditore, la console non è stata ripristinata e va ripristinata lì, davanti a te.
  • Prova gli stick dei controller. Il difetto numero uno delle console moderne è la deriva: il personaggio si muove da solo con lo stick a riposo. Si vede in dieci secondi dal menu delle impostazioni del controller, dove c'è quasi sempre una prova degli assi. Un controller alla deriva non è un dramma — si sostituisce — ma è uno sconto.
  • Metti dentro un disco. Se la console ha il lettore, portati un disco e verifica che lo legga e che non faccia rumori metallici. È il pezzo meccanico che si rompe per primo.
  • Guarda che ci sia tutto. Alimentatore originale, cavo video, base di ricarica dove prevista. Alimentatori compatibili di dubbia provenienza sono la causa più comune di console bruciate.
  • Chiedi se è mai stata modificata. Una console modificata può essere esclusa dai servizi online in modo permanente, e non è una cosa che si vede accendendola.

Console portatili e vecchie glorie

Sulle portatili si aggiungono due controlli, e uno riguarda quasi tutti i ragazzi che rivendono la console di quando erano piccoli.

La batteria gonfia. Su una portatile di qualche anno, guarda se la scocca è leggermente bombata o se lo schermo non è più a filo. Una batteria gonfia va sostituita subito e non è un difetto estetico.

Il salvataggio delle cartucce vecchie. Le cartucce dell'era GameBoy e dintorni salvavano le partite grazie a una pila interna. Dopo vent'anni quella pila è quasi sempre esaurita: il gioco funziona perfettamente ma non salva più. Si sostituisce, ma va saputo prima di pagarla da collezione.

Le cartucce contraffatte. Sul retrogaming e su alcune console portatili recenti sono molto diffuse. I segnali: etichetta stampata male o leggermente storta, peso più leggero del normale, e la vite sul retro — i produttori usano viti di forma particolare, una vite a croce normale su una cartuccia originale non ci dovrebbe stare. Nel dubbio, confronta con una copia sicura.

Vendere: come farne una vendita facile

Le regole generali stanno in scrivere un annuncio che funziona, ma per i videogiochi ci sono tre dettagli che fanno la differenza da soli.

Metti la console nel titolo. «Gioco di calcio» non lo cerca nessuno; «FIFA per PS4» sì. Chi cerca cerca per piattaforma, sempre, perché un disco della console sbagliata non gli serve a niente.

Fotografa la console accesa. Una foto della schermata iniziale vale più di qualsiasi frase rassicurante, ed è il consiglio centrale di fotografare un oggetto usato perché venda.

Ripristina prima di consegnare, non dopo. Cancella l'account, esegui il ripristino ai dati di fabbrica, e — dove la console lo prevede — rimuovila dai dispositivi associati al tuo profilo dal sito del produttore. Se salti quest'ultimo passaggio, chi la compra può ritrovarsi con limitazioni che non riesce a spiegarsi.

Una nota per i genitori

Sulla confezione di ogni gioco c'è la classificazione per età, in numeri grandi, insieme ai simboli che dicono perché quella età: violenza, linguaggio, gioco d'azzardo simulato, acquisti in-app. Su un usato la scatola può mancare, ma la classificazione si cerca in trenta secondi.

È anche il tipo di compravendita in cui vale la pena che un adulto sia presente, perché le cifre in gioco non sono simboliche: una console usata sta facilmente sui cento o duecento euro, che è precisamente la soglia oltre la quale conclude il genitore e non il ragazzo.

Hai qualcosa da rivendere o da regalare? Cerca la tua scuola e pubblica un annuncio gratuito, oppure leggi le altre guide.