"Il corredo scolastico" è un'espressione che nasconde due spese molto diverse. Una è quella visibile: zaino, astuccio, diario, quaderni, la lista che la maestra manda a giugno. L'altra è quella che arriva dopo, a rate, e che nessuno mette in conto a settembre: i libri, lo strumento musicale, la tuta della scuola, il tablet, la gita, le scarpe da ginnastica ricomprate a febbraio perché il piede è cresciuto di due numeri.
La prima spesa è quella di cui si parla. La seconda è quella che pesa.
Primaria: la lista è lunga, il totale è basso
Alla primaria l'elenco è il più lungo di tutti — quaderni a righe di tre tipi diversi, cartelline, colori a cera, colori a matita, pennarelli, forbici, colla, grembiule — e proprio per questo dà l'impressione di una spesa enorme. In realtà sono decine di voci da uno o due euro l'una: il totale del materiale di consumo sta tipicamente sotto i cento euro, e si può abbassare parecchio comprando sfuso invece che a marchio.
Le voci che contano davvero sono tre, e sono le uniche su cui vale la pena ragionare: lo zaino, il grembiule e — dalla terza in poi — il materiale per le uscite e lo sport. Uno zaino ergonomico buono costa quanto tre zaini scadenti e dura tutti e cinque gli anni; è esattamente il tipo di oggetto su cui l'usato non ha senso, perché gli spallacci si deformano sul corpo di chi l'ha portato.
I libri, alla primaria statale, sono forniti gratuitamente dal comune di residenza tramite cedola libraria. È la ragione per cui questo ordine di scuola, che sembra il più caro, è di gran lunga il meno caro.
Media: è qui che la spesa cambia scala
Alla secondaria di primo grado succedono tre cose insieme. I libri diventano a carico della famiglia — un'adozione completa di prima media sta comunemente fra i 250 e i 350 euro a prezzo di copertina. Il materiale si specializza: squadre, compasso, blocco da disegno, matite di durezze diverse per tecnologia, e per arte un elenco che cambia da insegnante a insegnante. E, se la scuola ha un indirizzo musicale, arriva lo strumento.
Su questi tre fronti l'usato incide in modo molto diverso. Sui libri copre agevolmente metà della spesa: sono l'oggetto scolastico per eccellenza del mercato dell'usato, e la guida dedicata spiega come valutarli. Sul materiale da disegno l'usato non serve, perché costa poco nuovo e si consuma. Sullo strumento musicale la differenza fra comprare nuovo e prendere usato è di centinaia di euro, ed è il singolo intervento che sposta di più il totale — tanto che ha una guida sua.
Superiori: dipende quasi tutto dall'indirizzo
Alle superiori il costo dei libri sale ancora — un biennio di liceo scientifico o di un tecnico supera facilmente i 400 euro all'anno — ma il fattore che decide il totale non sono i libri: è l'indirizzo.
- Liceo classico e scientifico: libri, calcolatrice scientifica, poco altro. È il profilo di spesa più prevedibile.
- Tecnico e professionale: ai libri si aggiunge strumentazione — kit di disegno tecnico, camice, attrezzatura da laboratorio, in alcuni indirizzi utensili personali. Voci che alla media non esistevano.
- Artistico: il materiale è la spesa principale e ricorrente: colori, tele, carta, argilla, strumenti da incisione, e si ricompra ogni anno.
- Alberghiero: la divisa completa — giacca, pantaloni, torcia, scarpe antinfortunistiche, set coltelli — è una spesa iniziale concentrata che può da sola valere quanto i libri.
Su tutte queste voci l'usato dentro la stessa scuola funziona meglio che altrove, per un motivo banale: l'attrezzatura è specifica di quell'indirizzo, chi la vende è uno che ha finito quell'anno, e chi la compra fa esattamente lo stesso percorso. Fuori dalla scuola quello stesso oggetto non ha mercato.
Dove il risparmio è vero e dove è apparente
Risparmio vero: libri di testo usati, strumenti musicali, attrezzatura sportiva, divise e kit di indirizzo, giochi e materiale per le collezioni. Sono oggetti costosi, poco deperibili, usati per un tempo breve e prevedibile. Un flauto traverso di seconda mano suona come uno nuovo; una racchetta da tennis di un ragazzo cresciuto di dieci centimetri è nuova per un altro.
Risparmio apparente: il materiale di consumo. Quaderni, penne, colla, matite. Comprarne trenta in offerta a luglio dà la sensazione di aver fatto un affare, ma il totale in gioco è di pochi euro e metà finisce inutilizzato. È il posto dove si spende attenzione senza recuperare soldi.
Falso risparmio vero e proprio: lo zaino economico, le scarpe da ginnastica prese di due numeri più grandi "così durano", e i libri di un'edizione in scadenza. Tutti e tre costano meno adesso e di più entro l'anno.
Le due domande da fare prima di comprare qualsiasi cosa
La scuola lo fornisce? Comodato d'uso per i libri, strumenti in prestito per l'indirizzo musicale, tablet dei progetti PNRR, armadietti. Una telefonata in segreteria a giugno può cancellare voci intere dall'elenco.
Ce l'ha già qualcuno della scuola? È la domanda che questo sito esiste per rendere facile: gli annunci sono organizzati per singolo istituto proprio perché il libro giusto, la tuta giusta e il kit giusto sono quasi sempre in casa di una famiglia che frequenta lo stesso plesso. Cerca la tua scuola e guarda cosa c'è prima di aprire il portafogli.
Un ordine di priorità che funziona
Se devi decidere da dove partire, l'ordine è questo: prima verifica cosa fornisce la scuola; poi copri usato le voci ad alto valore unitario (libri, strumento, attrezzatura di indirizzo); poi compra nuovo le poche cose che devono essere nuove per ragioni di sicurezza o di igiene — caschi, protezioni, scarpe da corsa; e solo alla fine occupati del materiale di consumo, che è la parte rumorosa e leggera del conto.
Fatto in quest'ordine, il totale di settembre per una prima media può cambiare di due o trecento euro. Fatto nell'ordine inverso — che è quello in cui lo facciamo quasi tutti — si spende una mattinata in cartoleria e si risparmiano dodici euro.

