Il libro di testo è l'oggetto scolastico che perde valore più in fretta e che, contemporaneamente, se ne conserva di più. Un manuale di latino comprato 32 euro a settembre ne vale 15 a giugno e zero l'anno in cui la casa editrice pubblica la nuova edizione. Sapere in quale dei tre momenti ti trovi è quasi tutto quello che serve per non rimetterci, da entrambe le parti della trattativa.
Il codice ISBN viene prima di ogni altra cosa
Prima del titolo, prima dell'autore, prima del prezzo: l'ISBN. È il numero di tredici cifre stampato sul retro di copertina, sopra o sotto il codice a barre, e identifica quella precisa edizione di quel preciso volume. Due libri con la stessa copertina, lo stesso titolo e lo stesso autore possono avere ISBN diversi, ed essere per la scuola due libri diversi.
È il punto in cui si consumano quasi tutti gli scambi finiti male. Chi vende scrive "Grammatica, primo anno", chi compra riconosce la copertina, e a settembre la professoressa detta un esercizio a pagina 148 che nella vecchia edizione sta a pagina 141 o non c'è affatto. Nell'annuncio l'ISBN va scritto per esteso, e chi compra deve confrontarlo carattere per carattere con l'elenco dei libri adottati dalla classe — non con quello dell'anno prima, non con quello di un'altra sezione.
Attenzione ai volumi venduti in pacchetto. Molte adozioni sono "Volume A + Volume B + quaderno di lavoro" sotto un unico ISBN di confezione: se compri solo il volume A stai comprando un terzo di quello che serve, e a quel punto il risparmio evapora perché i pezzi sciolti al negozio costano più della confezione intera.
Quanto vale, davvero
La regola pratica che regge quasi sempre: un libro in buone condizioni, con l'edizione ancora in adozione, vale fra un terzo e la metà del prezzo di copertina. Sotto quella soglia stai regalando, sopra stai chiedendo a qualcuno di comprare usato al prezzo del nuovo scontato, cosa che nessuno fa.
Quello che sposta il prezzo dentro quella forbice:
- L'età dell'edizione. Un'adozione al primo o secondo anno di vita si vende bene. Al quarto o quinto anno il rischio che venga sostituita è concreto e il prezzo scende, perché chi compra sa che il libro non sarà rivendibile.
- Il codice di attivazione digitale. Molti manuali includono l'accesso alla versione online, e quel codice si attiva una volta sola. Se il primo proprietario l'ha usato, la parte digitale non è trasferibile. Va detto nell'annuncio: non è un difetto grave, ma scoprirlo dopo fa saltare lo scambio.
- Le scritte. Sottolineature a matita: irrilevanti. A evidenziatore: qualche euro in meno. Esercizi già svolti a penna sul libro: è il danno peggiore, perché rende inutilizzabile proprio la parte per cui il libro è stato adottato.
- Quanti altri lo stanno vendendo. In una sezione di venticinque studenti, a giugno, la stessa grammatica è in vendita da sei famiglie. Il primo che pubblica a un prezzo sensato vende; gli altri ribassano.
Vendere: il momento conta più del prezzo
La finestra buona è stretta e arriva prima di quanto sembri. Le adozioni per l'anno successivo vengono deliberate dai consigli di classe entro la fine di maggio e diventano pubbliche fra giugno e luglio: da quel momento le famiglie sanno cosa devono comprare, e comprano. Chi mette in vendita a giugno vende. Chi aspetta la fine di agosto trova un mercato in cui quasi tutti si sono già attrezzati e la cartoleria ha già ordinato.
C'è però un vantaggio nell'aspettare qualche giorno dopo la pubblicazione delle adozioni: sai con certezza se il tuo libro è ancora in lista. Vendere a maggio un manuale che a giugno risulta sostituito significa aver venduto a qualcuno un oggetto che non gli serve, e in una comunità scolastica piccola quella figura resta.
Nella descrizione metti ISBN, materia, anno di corso, stato reale delle pagine e se il codice digitale è stato usato. Una foto della copertina e una del retro con il codice a barre valgono più di qualsiasi aggettivo: chi compra vuole verificare, non essere rassicurato.
Comprare: cosa controllare prima di dire di sì
Chiedi una foto del retro di copertina con l'ISBN leggibile e confrontalo con la lista della tua classe. Chiedi se il codice digitale è ancora vergine. Chiedi di vedere due pagine a caso dell'interno, non solo la copertina — la copertina è sempre la parte messa meglio.
Se il libro è un pacchetto, verifica che ci siano tutti i volumi. Se è un'antologia con il tomo di epica o di letteratura separato, verifica quale dei due ti serve davvero: capita spesso che la classe adotti l'opera completa e ne usi metà.
Sul totale: fai il conto di tutti i libri prima di comprarne uno. Se riesci a coprire usato metà dell'elenco stai già risparmiando una cifra che pesa, e la trovi nella guida sui costi del corredo.
Quando l'usato non conviene
Ci sono tre casi in cui è meglio lasciar perdere. Il primo: i libri di lingua con eserciziario integrato, che arrivano già compilati e vanno ricomprati comunque. Il secondo: le edizioni in scadenza, quando la casa editrice ha già annunciato la nuova — risparmi dieci euro quest'anno e non rivendi nulla l'anno prossimo. Il terzo: i volumi che la scuola fornisce già in comodato d'uso, per i quali comprare qualsiasi cosa è denaro buttato. Vale la pena chiedere in segreteria prima di muoversi, e come funziona il comodato ha una guida sua.
E se non si vende
Un libro che non trova compratore entro settembre non lo troverà più: da ottobre in poi chi doveva comprarlo ha comprato. A quel punto le alternative sensate sono due, e nessuna delle due è la cantina. Regalarlo a una famiglia della stessa scuola — su Scuolapop "regalo" è una categoria come le altre, e i libri di testo sono la cosa che passa di mano più spesso — oppure portarlo alla biblioteca scolastica, dove diventa la copia di consultazione che serve a chi il libro non ce l'ha.
Il punto non è morale, è pratico: un manuale che resta in circolo vale qualcosa per qualcuno per almeno altri tre o quattro anni. Uno che finisce in uno scatolone vale zero da subito.

